Lettera d'Addio

giovedì, novembre 25, 2004


Ti sto scrivendo per l'ennesima volta, per dirti credo la medesima cosa, forse con qualche probabilità in più che questo misero pezzo di carta giunga a destinazione.

Non ho le idee molto chiare su quello che devo dire, tanto meno su quello che sento, quindi cercherò di seguire un filo sufficientemente logico partendo da quando tutto è nato. Non starò certo qui a ricordarti secondo per secondo tutta la nostra piccola avventura, vado per sensazioni mie.

Ricordo il mio rifiuto personale verso i sentimenti nascenti, perché eri il ciclone inaspettato, perché eri problematico, perché non era per me il momento adatto ad una relazione. E a quanto ne so, questo era un dato comune.

Io però ho accettato a lungo andare queste emozioni e hai saputo darmi momenti di grande gioia ed entusiasmo, come accade all'inizio di un nuovo amore. E combattute le prime barriere te ne sei andato, o meglio, sei tornato tra le sue braccia senza dire niente, lasciandomi a pezzi nel mio dolore. Ma senza mai chiudere la porta. 

Così ho continuato a cercarti senza mai nascondere il mio amore e il mio conseguente dolore. E tu in imbarazzante silenzio non ti sei mai sbilanciato, ti nascondevi dietro futili scuse. Avevi scelto lei, comprensibilmente lei poteva darti una maggior sicurezza. E nonostante tutto continuavamo a vederci, perché mi accontentavo degli avanzi pur di non perderti definitivamente, andando contro i miei principi.

Mi dispiace dover dire che avevo ragione io. Ma è così.
So che provavi, e forse provi, qualcosa per me. E la dimostrazione è stata il tuo comportamento. Non volevi niente da me. Non mi hai usata per una tua personale soddisfazione. Non mi hai portata a letto per poi scaricarmi. Non mi hai nemmeno mai sfiorata. E questo è simbolo di un sentimento che va oltre l'attrazione fisica, che comunque c'era.

Le tue lacrime han lasciato un segno, erano la dimostrazione che il nostro rapporto era speciale. Perché non ci si lascia andare così con chiunque.

Ho sempre creduto in quello che sarebbe potuto diventare il nostro rapporto e sinceramente sono ancora convinta che sarebbe stata una bella sfida e un grande amore. Se solo tu avessi voluto provare. Se solo tu non avessi avuto così tanta paura di questo sentimento. Se solo tu avessi voluto prendermi per mano e buttarti a capofitto nel vuoto. E non vorrei scaricare la colpa di questo fallimento, perché per me lo è stato, su di te, ma devo, perché sei stato tu a scappare e non io.

Così tra i tuoi silenzi e le mie lacrime ti ho lasciato andare, tentando di mandare avanti da sola la mia vita dopo averla mischiata alla tua.

E raggiunta una sorta di equilibrio sei tornato, stupendomi come solo tu sai fare. Adesso mi ritrovo con messaggi e telefonate tue, triplicate rispetto a quando eravamo ancora in fase di nascita. Mi cerchi. Chiedi agli amici comuni di me, di che fine ho fatto. E ti sto scansando, ti evito. Perché non so cosa dire. Non so perché lo stai facendo. Non capisco perché.

Ma sei arrivato tardi.
Hai distrutto il mio cuore in mille pezzi. E ora qualcuno sta cercando di aggiustarlo pazientemente. Non posso e non voglio correre il rischio che tutto questo lavoro sia vano. Troppe persone finirebbero per stare male. E io non voglio più spezzare il cuore a nessuno.

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