L'insostenibile leggerezza dell'intimità

mercoledì, giugno 28, 2006


Dev'essere certamente irrazionale il modo in cui si entra in confidenza con una persona in un attimo. Basta un sorriso, forse qualcosa di più e ci si ritrova a raccontare la propria vita ad uno sconosciuto. Ed è bello. Estremamente. 

Successe anche con te. Sapevi ogni cosa di me, dov'ero, con chi, le mie preferenze culinarie o stupefacenti, ma ciò che più amai è che avevi me, la vera me stessa, quella di cui avevo sempre avuto paura. Ho saputo aprirmi a te, con ogni mia incertezza, ogni mia gioia, ogni mio pensiero. Ho aperto la mia anima e il mio corpo perché tu potessi girovagare liberamente tra me e me, tra ciò che apparivo e ciò che ero in realtà.

Ora mi rendo conto che siamo tornati ad essere due sconosciuti, provenienti non da altri pianeti riduttivi e pseudo-relazionali Marte e Venere, ma forse proprio da altre galassie. E fa male... 

Fa male trovarsi in una notte calda come questa, seduta sulla cima del mondo a rendersi conto che forse l'uomo di cui mi ero perdutamente innamorata, l'uomo che mi ha fatta rinascere dalle mie ceneri, che mi ha reso libera e mi ha mostrato chi ero, forse, quell'uomo, non era mai esistito... 
Forse era solo tutta una farsa...
Come si può amare una farsa, una bugia sussurrata tra le lenzuola?

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