Giornata internazionale della donna

sabato, marzo 08, 2008


Ciò che è nel titolo è la definizione ufficiale di questa festa. Un po assurdo, ma nessuno o quasi sa perché questa festa esista o che significato abbia. E io voglio dare il mio contributo nel diffondere informazioni utili e interessanti e il mio modesto punto di vista.

La prima volta si è festeggiata 99 anni fa, quasi un secolo, in America dopo una dichiarazione del partito socialista per le dure condizioni lavorative.

Nel 1911 140 donne persero la vita nella fabbrica Triangl.

Negli anni seguirono lotte e manifestazioni delle donne per i loro diritti.

E oggi, nel 2008 la festa della donna è un ridicolo pellegrinaggio davanti a uomini unti e seminudi. E’ triste.

Nel corso della storia le donne hanno lottato, manifestato, perfino perso la vita per darci la possibilità oggi di essere libere.
Oggi possiamo lavorare e fare carriera, possiamo votare, possiamo scegliere cosa fare. Abbiamo dei diritti di cittadine, di madri, di lavoratrici, di donne. Anche se la parità secondo me non è ancora completa. Esistono ancora discriminazioni e sessismi che limitano certi ambiti per le donne.
La libertà non è una cosa così scontata. Mi infastidisce pensare che per la stragrande maggioranza delle donne l’8 marzo sia solo una scusa per lasciare i mariti a casa con i bambini e andare a vedere un ridicolo uomo oggettualizzato che si dimena come una scimmia su un palcoscenico.

Io non sono la classica intellettualoide scandalizzata, questo lo sa bene chi mi conosce.
Credo semplicemente che abbiamo il diritto di uscire quando vogliamo con le nostre amiche e che l’8 marzo andrebbe commemorato in modo diverso da uno striptease. Senza far magari niente di eclatante, senza manifestare o gridare al mondo niente. Magari solo volgere un pensiero a tutte le donne che nella storia han lottato, han perso la vita perché oggi noi potessimo fare tutto quel che diamo per scontato.

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