Addio amate sfumature

mercoledì, aprile 02, 2008


E' tornata l'insonnia con tutta la sua assurda prepotenza. Con tutte le conseguenze del caso e mia madre che mi rincorre con gocce omeopatiche e integratori vitaminici.

E così stanotte mi son messa a rovistare nel mio armadio dei ricordi come faccio in certe notti quando gli occhi nonostante la stanchezza non mi si chiudono. Cercavo i miei vecchi diari. Tengo un diario da quando ho 10 anni, da quando mi son trasferita qui più o meno e poi dal cartaceo al blog il passo è stato semplice. Anni di appunti, note, appuntamenti, ricordi, sensazioni, rabbia, confusione.
Non erano come credevo in ordine cronologico nei contenitori Ikea con cui mia madre cerca di contrastare il dilagare del mio lato creativo e confuso. Ordine prima di tutto!

Poi ricordo di averli digitalizzati e inseriti in un archivio sul pc per evitare che ingiallissero o andassero persi. Ma quell'archivio l'ho erroneamente cancellato. E così dal 1998 al 2001 è andato letteralmente tutto in fumo.

Mi sento un po' smarrita di fronte a questa cosa. Tutti questi ammassi di parole che per anni ho scritto e conservato diligentemente sono svaniti. Non potrò tuffarmi nei miei ricordi, nella leggerezza e sfacciataggine dei 15 anni, nelle sensazioni sconvolgenti, negli amori incredibili, negli anni in cui non avevo paura di niente e tutto sembrava facile.

Ad oggi vedo tutto in modo complicato, più confuso, più caotico. E leggere di quando non ti importava di niente, della gente, di come affrontavi con quasi arroganza la vita dava coraggio, faceva sentire al sicuro. Il passato è l'unica cosa certa, sono cose che non cambieranno, che sono finite. E per questo il passato è rassicurante: sai come è andata a finire ogni storia, ogni problema, ogni smarrimento. Il futuro invece lo si può programmare, lo si può immaginare, ma non sai mai come sarà realmente. E per me un tuffo nel passato era un toccasana specie in momenti in cui l'angoscia di vivere si fa sentire.

I ricordi sbiadiscono, certe cose si ricordano comunque, è vero. Ma ho perso le cose che amavo di più delle mie pagine: le sfumature. Quei piccoli insignificanti dettagli che rendono le cose magiche, più belle, più vive. La sfumatura di una parola che ti hanno dedicato, o una tonalità di azzurro del cielo che vedi in un momento di solitudine, o uno sguardo che ti hanno regalato. Tutte quelle cose di cui non ci si ricorda perché si ritengono banali, ma che sono il mio pane.

Potrebbe interessarti anche

0 commenti

Like us on Facebook

Subscribe