Razionalizzare l'irrazionalizzabile

mercoledì, aprile 16, 2008


Guidare sola lungo la strada deserta è una cosa che mi piace, soprattutto di sera. Hai la tua destinazione, programmata o meno, e nessuno al fianco a parlare o distrarti. Sei sola con i tuoi pensieri. Sei lì con te stessa e non puoi sfuggirti. Sono momenti che mi piace prendermi, che spesso devo prendermi.

Stasera è andata così. Sola per dei chilometri, sola con la mia musica, le mie sigarette e le mie riflessioni. Canticchiando vecchie canzoni, sento la pioggia battere sui vetri e il gracchiare dei tergicristalli ad accompagnare la confusione che mi ronza in testa in questo periodo.

Mentre mi infilo una sigaretta tra le labbra cerco di mettere ordine nei miei pensieri, nelle mie emozioni e nella mia vita. Cerco di capire perché succedano delle cose o perché non ne succedano delle altre e cerco di capire cosa voglio in questo momento. Analizzo paure, ansie, incomprensioni, scazzi, frustrazioni. Razionalizzo sensazioni, emozioni, fantasie, desideri, sogni.

Rimango sola con me stessa a cercare di razionalizzare l'irrazionalizzabile. Questi assurdi tentativi che faccio per cercare di comprendere la natura delle cose non portano mai a niente più di filosofeggi non-sense e pseudo-psicologia filo-alberoniana, che finiscono unicamente ad alimentare esponenzialmente i dubbi e le domande che mi pongo. Riempirsi il cervello di domande a cui non si trova una risposta completa è stimolante, credo. Per lo meno lo è per me. E credo che sulle mie infinite domande a breve ne farò un post. Non stanotte. Sono stati giorni e notti troppo stressanti, perché riesca a mettere per iscritto lo zibaldone che ho in mente.

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