Lettera

giovedì, giugno 05, 2008

Lettera.

Vorrei riuscire a parlare con te, ad avere una normale conversazione come con ogni altra persona.
Hai certamente visto quel lato di me esuberante e spavaldo, ma ora stai vedendo quella parte di me che odio, assurdamente timida e impacciata.

Tu mi blocchi, questa cosa tra noi mi blocca. Ogni parola che vorrei dire mi si stronca in gola prima di uscirmi di bocca rimanendo unicamente pensiero. Mi sono fatta questo discorso allo specchio per settimane e credevo ci sarei riuscita prima o poi, ma o qualcosa o qualcuno o io stessa ci interrompe. Al massimo me ne esco con una banalità, qualcosa che probabilmente mi rende assolutamente sciocca e superficiale ai tuoi occhi.

Io non so parlare, te ne sarai certamente accorto. Io so fare solo una cosa bene: scrivere. Con una penna in mano tutto mi esce limpido e lineare, forse non è convenzionale, ma è il mio unico modo di spiegarmi.
Dal mio punto di vista è estremamente facile, posso esprimermi completamente senza dover essere interrotta o senza dover affrontare uno sguardo, senza imbarazzi, timori o ripensamenti. E forse è vigliacco.

Non ci ho capito niente di come è iniziata questa parantesi tra di noi, ma evidentemente c'è della chimica ad attrarci, è lei che ci ha fatti scivolare uno sull'altra una notte un po' annebbiata. Il contatto improvviso di pelle e di carne che c'è tra noi mi regala sensazioni molto intense. Adoro quei momenti di sensuale piacere e estrema intimità che condividiamo di notte.

Quel che mi spiazza sono io. Io che mi sento stranamente a mio agio nuda su di te. Io che ti cerco in ogni dove e se ti trovo poi non ti degno di uno sguardo perché non so che dire, perché ho paura la gente intuisca. Io che ti desidero, ma non so esternarlo. Io che vorrei conoscerti meglio, ma non so da dove cominciare.

Ciò che mi spaventa è il gelo che scende tra noi di giorno. La totale assenza di comunicazione verbale, il cercarti ma poi ignorarti, i miei imbarazzi e i silenzi assurdi quando in realtà vorrei parlarti.

Non che abbia grandi cose da dirti. Semplicemente mi piaci.
E tutto questo mi disorienta.
Vorrei trovare almeno qualcosa di te di detestabile, che ti renda indesiderabile ai miei occhi per lasciarti andare in silenzio.

Invece te lo devo dire perché questa cosa tra noi deve arrivare a una svolta in qualche senso. Ora attendo un tuo segnale. Io rimarrò ferma e buona in un angolo.

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