Constatazioni amichevoli e Non

mercoledì, novembre 12, 2008


Sono giorni strani quelli che sto vivendo. Giorni pieni di avvenimenti, sensazioni, decisioni.
Ogni cosa contrasta con l'altra e io non ho nemmeno il tempo materiale per cercare di analizzare tutto.

Tutto scorre veloce nei brevi attimi in cui rimango sola con me stessa, tipo mentre percorro il tragitto casa-lavoro o sotto la doccia o mentre fumo una sigaretta ai deboli raggi del sole autunnale.

C'è una persona che di recente mi sta deludendo, una persona in cui credevo e che di recente si comporta in modo anomalo con me e con chi amo. Mi innervosisce dubitare di qualcuno in cui ho riposto la mia fiducia per lungo tempo. Mi sento un po' raggirata, ma con la vita la scorza mi si è indurita e questo tipo di cose mi ferisce molto meno di un tempo.

C'è chi invece a volte ricompare nella mia vita, dopo esserne stato il fulcro per anni, e che con poche parole e un lagrein riesce a trasmettermi la serenità, la fiducia in me, riesce a mostrarmi ciò che sono, ciò che valgo realmente, mi fa sentire importante e non marginale, che riesce a farmi sentire ancora una bambola sexy senza nemmeno sfiorarmi.

C'è chi mi dimostra quotidianamente il suo affetto e poco importa se c'è chi crede che il nostro sia un rapporto morboso o quantomeno ambiguo. Quest'amicizia è completa, è ricca di affetto, di conversazioni culturali, di divertimento, di segreti, di musica, di arte, di moda, di medicina, di ricordi, di progetti, di disquisizioni cinematografiche, di deliri, di lacrime, di risate, di parole a vuoto e di cazzate. E' completa davvero. E non riesco a immaginare cosa sarebbero stati questi mesi senza di lei.

C'è chi mi dà soddisfazione sul lavoro, mi fa sentire brava e soddisfatta. E non è una cosa così scontata quando si sta dietro un bancone da tanto tempo. Aver accettato questa nuova proposta di lavoro è stata un'ottima scelta per me.

C'è chi mi ha ferita davvero. In questi mesi ho tollerato silenzi, incomprensioni, scazzi.
In questi mesi sono stata anche vagamente felice, ma non mi sono arricchita l'anima con questa esperienza.
Ho tollerato molto più di quel che solitamente riesco a tollerare. Solo perché volevo dare una chance a qualcuno che credevo la meritasse, a qualcuno che mi piace davvero.
Forse per questa persona non valgo il rischio che si corre nell'intraprendere una strada a due. O forse, e non voglio peccare di immodestia, sono semplicemente troppo per quel che lui sarebbe in grado di gestire.
Mi ha ferita e io ho taciuto. Non ho detto niente, non dirò niente oltre a queste righe (che credo leggerai, non so perché ma ho la sensazione che tu ci capiti spesso qui...).

C'è che non ho tanto tempo quanto ne vorrei, c'è che non ho tanto tempo quanto ne avrei bisogno per capire, per razionalizzare, per cercare i miei perché.
Nel frattempo voglio uscire di nuovo dal guscio, tuffarmi di nuovo nel mondo dopo mesi di anti-socialità in periferia.
Voglio fare nuove esperienze, incontrare nuove persone, andare a delle mostre e a teatro, fare qualche weekend fuori, andare a ballare, incontrare vecchi amici, organizzare il mio capodanno, concentrarmi e studiare come una pazza, cambiare aria.
E' ora di far girare le cose come dico io. Rivoglio indietro le mie palle. 

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