E dopo questa Notte

venerdì, febbraio 27, 2009

E all'improvviso senti quello sguardo addosso. Senti che dopo tanto tempo qualcuno ti sta guardando con desiderio, che ti vede come un qualcosa da scoprire, da raggiungere. Ti senti di nuovo viva, grazie a quel brivido che ti corre lungo la schiena.

Fino a quel momento non lo avevi nemmeno notato, forse nemmeno considerato. E oggi invece una luce nuova lo illumina, la stessa luce che i suoi occhi stan proiettando ora su di te. Ti vedi con i suoi occhi e senti che sei stata scelta, che ti vuole, che farà di tutto per averti. Iniziano i giochi e tu lo sai. Sai che ormai qualcosa sta per cominciare.

Ti lasci lusingare da chiacchiere frivole e sorrisi. Dagli sguardi ora imbarazzati e ora sfrontati pregusti già un contatto.
E questo è il momento più eccitante. La paura di non sapere come, cosa, se e dove accadrà. L'angoscia di chiedersi "e se ho frainteso?". La tensione di domandarsi se sarà così come te l'immagini. Le parole scorrono, ma nessuno dei due realmente ascolta. Si ha entrambi voglia di uno spazio più ristretto, di intimità.

Il desiderio che pulsa nel basso ventre e non riesci a razionalizzarlo, non riesci a capire come può esser sorto così all'improvviso, ti piace sentirlo, ma vorresti forse abortirlo. Troppe paure e angosce agitano gli animi, specie quelli già feriti, già martoriati.

Basta un attimo, una frazione di secondo. Quella che ognuno cerca di imprimere nella mente, senza mai riuscire a focalizzarla completamente, per dire "è stato in quel momento che ho capito", ma tutto è offuscato dalle sensazioni che ti travolgono.

E mentre irrazionalmente accetti un invito, seguendo solamente i sensi, pregusti ciò che hai silenziosamente siglato. Succederà. Succederà tra poco. E tremi. E fremi.

Quando avviene il primo contatto di mani alla luce fioca di una tv, ti senti come in prima elementare. Le mani ti sudano e non sai cosa fare, come fosse la prima volta.
Ma poi si scoppia a ridere per sdrammatizzare un infantile bacio sulla guancia come approccio. Poi la tenerezza ti va dentro al cuore e ti impasta i pensieri. Occhi negli occhi, tu che ti mordicchi il labbro inferiore, per impedirti di dire qualche sciocchezza, finché lui avvicina la mano al tuo volto e ti tira a sé per regalarti un bacio vero, profondo, intenso. Le lingue si rincorrono nel tunnel delle bocche, esplorandosi, giocando, cercando di conoscersi.

Non ci sei più tu su quel divano, non c'è più lui. C'è il tepore del fuoco nel camino. C'è la tv che blatera in sottofondo. Ci sono i mozziconi che fumano ancora nel posacenere. Ci sono solo le sensazioni di un profumo nuovo nelle narici, il sapore di un'altra persona sulle tue labbra, il piacere di nuove dita che si intrecciano ai tuoi capelli lunghi, intricati. Ci sono solo i vostri impulsi primordiali a premere contro i jeans e i vostri sospiri ad aumentare.

Le sue mani che impacciate svestono il tuo corpo, lo accarezzano. Senti addosso la curiosità di un uomo che non ti ha mai vista nuda, ma che probabilmente ti ha immaginata spesso, e non riesci a dire no. Lasci che le sue mani ti percorrano libere, mentre la tua lingua si infila nel suo orecchio.
Le sue labbra si schiudono lentamente lungo la tua spina dorsale, mentre tu ti dimeni eccitata e frastornata. Ti senti in gabbia. Senti che in questo momento niente può farti cambiare idea. Lo vuoi. Lo dici. Ti voglio.
Percorri con mani ansiose il suo corpo perfettamente scolpito, respiri a pieni polmoni il suo odore nuovo, desideri assaporarlo.
Ti abbandoni. Lasci che il piacere prenda possesso del tuo corpo e della tua mente. Senti le sue mani premere sui fianchi per tirarti a sé dolcemente, tra sussulti e sospiri. Senti che i vostri corpi sono perfettamente sincronizzati verso il piacere e vorresti non finisse mai questo brivido.

E rimani sdraiata un po' su di lui, su quel corpo nudo e perfetto. Appoggi la testa al suo petto e senti che anche il suo cuore sta battendo all'impazzata come il tuo. Respiri ancora un po' il suo profumo come a volerlo scolpire nella tua memoria olfattiva.

Lui s'addormenta con le dita tra i tuoi capelli e tu stai lì. Ancora un minuto, ti dici. E poi i minuti son molti di più, ma hai paura di lasciare quella piccola alcova nuova e strana. Vorresti non dover affrontare il domani, il cosa sarà, il come mi devo comportare, il cosa proverò, il cosa dirò.

Ma è quasi l'alba e ti rialzi spostando le sue braccia che ti stringono, cercando di non svegliarlo. Salutarsi potrebbe essere imbarazzante. Cerchi i tuoi vestiti sparsi a terra e ti ricomponi, prendi le tue cose con le scarpe ancora in mano per non fare rumore.

Mentre te ne vai, ti volti e scatti una polaroid mentale di quel corpo sfinito che dorme, di quel sorriso che permane su quelle labbra anche nel sonno. Vuoi ricordarlo così.
Molto probabilmente non lo rivedrai più. Sicuramente non lo vedrai più come questa notte.

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