Programmate per il Pudore

venerdì, febbraio 06, 2009


Solo ieri sera ho indicato le mie intenzioni di parlare di sesso liberamente e dopo pochi secondi dalla pubblicazione ho capito da cosa sarei dovuta partire.

Vivo in un paese con poco più di 4000 abitanti, un paese di montagna che io amo, ma che sembra essere a volte rimasto nel medioevo per quel che riguarda il pudore.
C'è gente che si scandalizza per cose che altrove vengono considerate normalità.
C'è gente che solo perché ti vede prendere un caffè con due ragazzi diversi in una settimana, allora sicuramente sei una poco di buono. Cazzate di paese.

Già vengo considerata una strana perché faccio tardi la notte, mi vesto in modo strano, ho tanti amici maschi, ascolto musica metal, ho un blog e pure un tatuaggio, so smontare un pc, so cambiarmi una ruota bucata, imbianco da sola la mia stanza, nel mio piano quinquennale non ci sono matrimonio + gravidanza e sono emancipata; figuriamoci se parlo di sesso pubblicamente. Ma la gente lo sa che non temo le voci della quieta provincia. Mi sento cittadina del mondo e non ho paura dei commenti che ne usciranno, anzi li trovo una gran bella sfida.

Le ragazze dovrebbero rientrare a mezzanotte sobrie, portare ballerine e gonne con le pieghe, andare in chiesa la domenica magari cantare nel coro, occuparsi delle faccende domestiche e come hobby solo lettura e ricamo, dovrebbero sposarsi entro i 30 e figliare. 

Mi piacciono le contraddizioni paesane, probabilmente saranno le stesse in città, ma non lo so.
So che parlare di sesso qui è comunque per lo più un tabù. Fare un affermazione volgare, ma divertente della serie "Eh beh un colpetto a quello lo darei", sconvolge. Le ragazze puritane che circolano arrossiscono e dissentono con faccia sconvolta scuotendo le loro perfette capigliature da messa della domenica.
Un uomo dice cose ben più scadenti, ma non crea scalpore. Perché gli uomini possono, perché gli uomini sono così, hanno il potere. Noi donne dovremmo abbassare le orecchie e non dovremmo parlare e men che meno pensare come loro, perché siamo femmine e siamo programmate per il pudore.
Sti cazzi, dico io.

Affermare pubblicamente di avere una vita sessuale soddisfacente equivale a essere considerate delle vere e proprie zoccole.
Il sesso fuori dal matrimonio è peccato e non va fatto o se si fa deve essere perché c'è l'Amore con la A maiuscola, dev'essere con l'uomo che comunque sposerai e in ogni caso non se ne deve parlare. La morale del paesello questo vuole.
Sono quelle che amano Ligabue o Vasco e cantano a squarciagola ai concerti ma quando arriva il pezzo "scegli o troia o sposa" o "con le mie mani tra le gambe diventerai più grande" smettono di cantare e arrossiscono.

Io adoro parlare di sesso. Tante cose vi girano attorno, inutile negarlo. Non mi scandalizzano le donne che fanno la vita, non trovo scandalose le ragazze madri, non vedo quale sia il male nel fare sesso.
Il sesso è anzitutto piacere. Non capisco perché condannare una cosa che ti fa stare bene sia fisicamente che moralmente. Ci si deve proteggere, ma non ci si deve rinunciare. Oppure potremmo eliminare tutti i piaceri: anche i dolci, i soldi, il divertimento. Eliminare tutto ciò che ci fa stare bene e vivere in un mondo di tristezza e privazioni.
Farlo e non parlarne equivale a mangiare di nascosto un dolcetto. Che senso ha? Siamo tutti adulti, siamo tutti imperfetti.

Le donne sono create per la seduzione, i giochi che loro considerano sconvenienti non fanno che parte del nostro essere donna. Ci trucchiamo, indossiamo incredibili tacchi, ci scollacciamo e mostriamo le gambe anche per sedurre, anche per avere gli occhi degli uomini addosso, per giocare. Facciamo insinuazioni pericolose, battute imbarazzanti, non abbiamo paura del sesso. Ma forse siamo noi a sbagliare.

Forse dovremmo indossare improbabili golfini rosa sopra delle camicette abbottonatissime su pantaloni con la piega. Dovremmo fingere di imbarazzarci davanti al sesso e a tutti i suoi correlati. E poi segretamente scatenarci a letto nel sacro nome di Dio.

Io con i ragazzi ho sempre parlato molto, alcuni si confidano con me. E così scopri la verità. Non sono le donne emancipate e libere le migliori a letto. Scopri che le bacchettone ci sanno fare alla grande! Le puritane sanno essere molto più zoccole di quelle che se ne vanno in giro con i tacchi a spillo e calze a rete. Hai capito le finte puritane?! Anche Bevilacqua sosteneva che "solo le persone che si vantano caste, sanno essere, in segreto, veramente oscene". Allora forse è vero.

La cosa che non mi va giù dunque è che le grandi amanti, bacchettone in pubblico e oscene tra le lenzuola, sono quelle che giudicano le altre. E cosa giudicano se poi nell'ombra fornicano anche loro come ricci? Cosa temono? Temono forse che le loro simili giudichino loro? E che importanza può avere il giudizio dell'ipocrisia?


Io di certo non mi maschero da brava ragazza tutta casa chiesa e scuola per non essere giudicata. Non ho paura del giudizio di chi in segreto probabilmente scopa meglio di me, anzi accetterei volentieri dei consigli, se non fosse per loro così sconveniente, per migliorare l'ars amatoria. Non si finisce mai di imparare! Certo non avrei mai detto che sarebbero state le puritane a potermelo insegnare! 

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