E' complicato. O forse no

mercoledì, aprile 08, 2009


Non ho scritto niente di questo weekend appena trascorso. Non ho scritto niente perché non è che ci sia granché da dire, o meglio forse ce ne sarebbe, ma è complicato. Come sempre. Chissà perché cerco sempre di salvarmi dietro un "è complicato" che vuol dire tutto e niente.

Ci son state scuse banali, idiote e assurde per non vedermi, forse addirittura delle ingiustificate bugie. E queste son le classiche cose che mi fan girare le palle, e tanto.
Io sono a volte anche troppo diretta e stupidamente esigo lo stesso dagli altri, che immancabilmente invece girano attorno alle cose, le sorvolano, le evitano, piuttosto tacciono invece di dire come stanno. Fatico a concepire questi atteggiamenti, ma so che l'eccezione sono io e non gli altri, quindi faccio finta di capire e di accettare.

Ci sono stati momenti di solidale amicizia tra una birra e un caffè a borbottare di come sia complicato stare al mondo, specie in una vallata come la nostra dove solo pensare dove andare di venerdì sera è problematico, di come sia sempre più difficile crescendo riuscire ad avere un rapporto normale con le persone. E' bello sapere che puoi ancora trovare qualcuno che ti ascolti nelle svaccate notti feltrine.

Mi sono ingozzata di Bounty, l'unica cosa che sono riuscita a mandare giù nella notte davanti al pc mentre attendevo invano una risposta ai miei dubbi, che a tutt'oggi non ho e che continua a macerarmi i pensieri.

Ho preso una ferma (?) decisione di voltare pagina rispetto a certe situazioni stagnanti e negative. Non avevo grandi pretese, volevo solo fare un tentativo su una via, avevo voglia di rischiare e non preoccuparmi del domani. Non ho pazienza, e so che forse sto buttando all'aria qualcosa di potenzialmente interessante per questa mia angoscia di vivere, ma non mi importa.

Certi incontri del weekend mi rallegrano sempre, specie se son di quelli in cui arrossisco di imbarazzo per i complimenti da dietro i miei occhiali da sole.
Certi altri incontri mi destabilizzano, soprattutto quando sono piuttosto ravvicinati e improvvisi. Avrei voglia di chiarire un paio di concetti, ma poi mi dico che è meglio proseguire sulla mia via.

Ci sono state le opere pie di portare a casa un po' di gente che aveva alzato il gomito e che mi ha fatto rivalutare la possibilità di mettermi a collaborare col night bus.

Ci sono poi parole che non ti dimentichi neanche se vuoi, ci sono mani avanti, paure, e parole che poi rinfrancano.
Ci sono momenti in cui la tua mente dice no contro il desiderio del tuo corpo, ma a volte l'istinto ha la meglio e ti incazzi come una iena con te stessa perché non sei in grado di governarlo.
Ci sono cose complicate come certe notti a guardare la città che dorme con qualcuno, che non ti spieghi e forse non ti spiegherai mai.

E il weekend s'è concluso con una domenica di calcio balilla con i ragazzi, di spritz con C. parlando di economia locale e di uomini d'oggi, di sigarette fumate al sole, di una pizza con le amiche, di figure di merda, di mezze sbronze, di canzoni urlate e di film vecchi ripescati dall'hard disk.

C'è ancora l'attesa per l'auto nuova e il massacrarmi le palle di tutta la gente che probabilmente non ha altri interessi al di fuori di sapere cosa ho preso. E già è pesante non avere la mia macchina.

Effettivamente non era vero che non c'era un granché da dire...

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