Oggi come allora, sull'onda patetica di Dawson's Creek

venerdì, luglio 24, 2009


Quando un'amicizia finisce, dopo mesi o anni, è un po' come quando ci si lascia con un ragazzo con cui si viveva un rapporto intenso e simbiotico. 

E' esattamente così, seppure io non sia mai stata una fidanzata simbiotica e non abbia mai abbandonato le mie amicizie. 
Ad oggi mi sembra che la situazione che vivo possa essere simile. 

Ci si sente soli un attimo. Gli amici in comune diventano terreno minato, perché non sai se sei stata sputtanata, se ti hanno messo contro ingiustamente tutti, se la gente si è schierata senza aver sentito la tua campana. I locali che frequenti di solito diventano offlimits per non ritrovarsi in situazioni imbarazzanti o dolorose. 
E così eccomi a dover cambiare giro, vita, amici, frequentazioni. E non è tutto così semplice. Ho delle amiche vicine, questo mi fa stare bene. Ho chi non si è schierato e questo mi fa piacere. C'è anche chi fa finta di non parteggiare da nessuno e forse è vero perché non gli interessa realmente di nessuno ma fa la banderuola. C'è che c'è da organizzarsi per non ritrovarsi in domeniche allo scatafascio a guardare Dawson's Creek e vedere che poi non è tutto così differente da quando avevamo 16 anni, solo fa più male perché non credi sia possibile che alla soglia dei 30 ci si ritrovi nelle stesse menate di prima. 

Il dolore dentro non smette di pulsare, quell'amica che non mi ha ascoltata, che mi ha ferita e tradita mi ha lasciato un vuoto assurdo nel cuore. Ma so anche che la mia vita deve andare avanti, perché quella stessa persona mi ha tagliata fuori senza nemmeno chiedermi eventuali spiegazioni e quindi forse non vale la mia pena. 

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