Chiedetemi se sono felice

martedì, febbraio 02, 2010




"Lo so: è tanto che non scrivo, che non traduco in parole qualcosa che provo, che non commento qualcosa che vedo o che sento.

L'ego sussulta un po' quando mi chiedete ma perché non scrivi più? o quando aggiorni il blog?.

Eppure mi celo dietro un silenzio anomalo, anomalo perché poi silenzio non è.


Blatero un sacco su Facebook di cazzate, regalo qualche aggiornamento di stato adatto a soddisfare i curiosi della mia vita, comunico un po' più apertamente su Twitter, mixo canzoni su Blip.fm, pubblico qualche post di citazioni di cose che leggo o sento e mi affascinano. In fondo tutto questo non può essere considerato silenzio.

So che comunque chi mi legge, specie i fan diciamo più antichi, probabilmente hanno voglia di leggere uno di quei post emozionali, umorali, malinconici, arrabbiati, innamorati, erotici, passionali che erano il mio pane quotidiano.



Il punto è che non riesco e non posso scrivere, per lo meno non con la stessa frenetica passionalità di un tempo. Forse solo perché ho ripreso a vivere davvero, di quella vita che ti brucia il sangue e il tempo.

Morirei dalla voglia di riversare in parole tutto quello che vivo, ma non è facile e non è scontato.
Potrei scrivere di come mentre rincorrevo qualcosa per ingannare il tempo o forse me stessa, la vita mi abbia sorpresa con qualcosa di inaspettato e nuovo.
Potrei scrivere di quanto sia fantastico riuscire a credere ancora di meritare qualcosa di bello, sentirsi apprezzata per essere diversa, godere di un rispetto che faccia sentire una donna, veramente donna.
Potrei scrivere di tutte le risate che mi faccio ultimamente, delle persone nuove che sto conoscendo e apprezzando, delle convinzioni millenarie che ho sfatato, dei pregiudizi che sono svaniti nel nulla o di come non affrettare i tempi e le cose sia infinitamente giusto seppur per me incredibilmente strano.
Potrei scrivere di come i giorni stiano volando ultimamente, di come mi senta evanescente, di come mi senta rassicurata in tutte le mie paure.

Potrei... ma anche no.
Forse la cosa più giusta è lasciare tutto esattamente dove l'ho messo, al sicuro, protetto sotto la sua scintillante campana di vetro.

Ma chiedetemelo. Su avanti, chiedetemelo... CHIEDETEMI SE SONO FELICE!
Sì, sono felice. Non più vagamente felice."

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