In attesa che i nodi vengano al pettine

giovedì, agosto 05, 2010



Certe notti, come la scorsa o anche come questa notte, mi ritrovo a guardare il fumo della sigaretta che sale lento verso il cielo buio e penso a come mi manchi, a volte, quella specie di rituale, quel momento solo mio a cercare tra le stelle il modo di rendere in parole quello che mi passa per la mente..






Specialmente d'estate. Una seggiola imbottita, Aretha Franklin nel suo lamentoso canto malinconico, il nero profondo della notte, un computer e un pacchetto di sigarette.



Eppure in queste ultime notti sono qui a respirare l'aria che ormai s'è fatta già fresca, sempre a guardare il fumo salire, con una girandola di parole in testa, ma lontane anni luce dalle dita che fremono per vederle comparire tasto dopo tasto sullo schermo luminescente.

Eppure non esce nulla. Scrivo e poi cancello e poi riscrivo e poi cancello. Non so nemmeno se lo voglio avere ancora un blog. E per dirla tutta per le leggi del web, non ha nemmeno senso che continui a tenere un blog, il mio è considerato un blog morto.

Forse lo tengo solo per sapere che se voglio c'è un posto dove posso tornare per scrivere, per raccontare e raccontarmi.


Una volta avrei preso ad analizzare ogni cosa, ogni evento nella sua brutalità o nella sua magnificenza. L'avrei contornato di ogni dettaglio utile quanto superfluo. Avrei costruito castelli di ipotesi attorno a ogni frase, a ogni sguardo, a ogni gesto, a ogni particolare.
Avrei scritto centinaia di pagine con dedizione e precisione, avrei avuto una collezione di sfumature da poter rileggere e studiare fin alla nausea, e forse avrei avuto le mie agognate risposte.
Avrei preso i personaggi e li avrei vivisezionati alla cellula, avrei scandagliato minuziosamente ogni possibile collegamento, ogni minuzia pur di risolvere l'enigma, pur di svelare il mistero, avrei scavato, avrei cercato, avrei...

Ma forse non ha senso tentare di intrufolarmi nella psicologia altrui, nei piccoli misteri del quotidiano.
Tutto quel creare teorie più o meno strampalate non era che un placebo per la mia anima in tumulto, come se veder scritte le cose razionalmente possa realmente darti quelle risposte che tanto vai cercando con la mente.
Restano pur sempre tue congetture, tue idee, tue opinioni e valgono solo dal tuo punto di vista. Nessuno che possa dirti che è vero.
Non sai se la tua incognita abbia seguito realmente quel percorso per giungere al nocciolo, o se invece tu sia completamente fuori strada.
Semplicemente non saranno milioni di parole riversate a darti risposte che non puoi avere da te stessa.
Forse il tempo parlerà. O forse no.
A volte le risposte sono lì davanti a te e non te ne sei accorto, altre volte invece non ti è dato di sapere e basta.

Potrebbe interessarti anche

0 commenti

Like us on Facebook

Subscribe