Diventare Mamma: il Corso Pre-Parto è stato creato per Terrorizzarti

lunedì, dicembre 19, 2016


Senti la parola corso pre-parto e subito si insinua una sensazione ambivalente. Sarà utile? Sarà bello? Sarà piacevole? Devo proprio andarci?

Tra la poca voglia di andarci e l'idea di sentir parlare di una cosa a cui nessuna gravida vuole pensare, il corso pre parto non è il massimo della vita. Le ostetriche mi odieranno per quello che sto per dire, ma pazienza. 

Sono andata al corso pre parto per la frequenza record di 3 presenze, dopo di che ho detto "No. Non mi avrete!" e ho abbandonato nonostante avessi già pagato. Probabilmente avevo delle aspettative non in linea. Mi auguro che non siano così i corsi ovunque. Spero che là fuori ci siano neo mamme che abbiano apprezzato quei momenti. Parlo della mia esperienza e in quanto tale è personale, relativa e di parte, ma so che qualcun'altro lì in giro la pensa come me. 

Forse le mie erano aspettative diverse. Io credevo, ingenuamente, che essendo un corso dedicato a donne adulte, chi più chi meno, ma sufficientemente grandi da essere gravide, fosse un luogo di scambio e di crescita. Credevo che mi avrebbero insegnato ad affrontare il giorno del parto, che avrei ricevuto dei consigli utili in modo delicato e che avrei avuto modo di confrontarmi con altre donne nella stessa situazione. Forse mi aspettavo di trovare delle donne come me e come le mie amiche: donne forti e con delle opinioni, donne che non avessero paura di chiedere o di dire.

In primis gli incontri pre parto non sono adatti ad ospitare chi ha idee diverse da quelle dell'ostetrica che li tiene. A quanto pare non si possono fare obiezioni, chiedere motivazioni per le contraddizioni proposte o avanzare delle proposte. Sono lezioni frontali cattedra - insegnante versus banco - studente. Io dico la mia perché ne so e tu non puoi insinuare nessun dubbio. Possono mettere in cerchio tutte le sedie del mondo, ma riesco a notare la differenza tra un dibattito aperto e una lezioncina con la bacchetta anni Cinquanta.

Ho capito alla prima lezione che quello non era il posto per me. Forse era il posto per la maggior parte di quelle donne incinta, ma non per tutte. Sono finiti da un pezzo gli anni in cui prendo alla lettera quello che una persona mi dice, soprattutto dopo che oggi come oggi siamo tutte anche troppo informate su come funziona la gravidanza.

A me non piacciono le contraddizioni. Non mi piace il fatto che tu insegnante non sia in grado di controbattere quando io ti faccio notare che c'è una contraddizione di fondo tra quello che dici un giorno e quello che dici il successivo. O credi che non ti ascoltiamo durante le due ore in cui ci tampini di messaggi verbali o non verbali, o credi che siamo una massa informe e senza cervello.
 
Non puoi passare una lezione intera a dirmi che:
  • Il bambino non deve piangere, perché quando lo fa è già disperato. 
  • Non avrai tempo di farti la doccia, anche per giorni. (Questo confermato anche da donne che già avevano avuto precedenti figli)
  • Non avrai tempo di mangiare, ma fattene fare perchè è importante per l'allattamento. 
  • Devi sbattere fuori di casa eventuali ospiti almeno nel primo mese a casa col bebé. 
  • Se qualcuno vuole venire a trovarti mandalo a farti le commissioni, fagli fare le pulizie, chiedigli di farti i lavori di casa. 
  • Devi regolare le tue giornate secondo i ritmi del bambino e di conseguenza allattare a richiesta e non più ad orari come le stesse ostetriche facevano fare fino a poco tempo fa. 
  • Il co-sleeping è importantissimo, dovreste dormire con il bambino finchè lo richiede. Se invece optate per il lettino, mi raccomando meglio un sacco nanna e niente paracolpi, altrimenti si soffocano. 
  • Il contatto è fondamentale. Tenete i bambini sempre addosso, con la fascia per esempio. Non lasciateli mai soli. 
  • Il latte materno è una cosa che arriva dal cervello. Tutte le mamme hanno latte. Se non arriva è perché la mamma è troppo stressata o perché la mamma ha qualcosa che non va a livello psicologico. 
  • ....
Io obbietto, senza ricevere risposta, rispettivamente:
  • Credo sia ragionevole pensare di dormire e di provare almeno a fare qualcosa in casa quando il bambino dorme. Invece secondo questa teoria dovrei stare a guardare il bambino per vedere se per caso fa un movimento che potrebbe sembrare segno di risveglio affinché non si stressi? E non è snervante e stressante per la mamma? Non sarebbe sufficiente prenderlo in braccio appena sentiamo che si muove e che inizia a far qualche versetto?
  • Ma a dire il vero nessuna delle mie amiche si è mai presentata con la doccia da fare da giorni, nemmeno a pochi giorni dal parto. Forse questo è un po' estremista. Ci sarà anche chi non si lava, ma il pupo dormirà 5 minuti, dico 5, in cui possiamo lavarci anche velocemente, no?
  • Quindi non ci laviamo e non ci riusciremo a cucinare una pasta o un piatto qualsiasi di Quattro Salti in Padella? Non ho mai visto nemmeno donne denutrite e non tutte hanno la donna di servizio o la suocera che cucina per loro. Mangeremo magari ad orari diversi adeguandoci alle esigenze del nascituro, ma perché dovremmo farne a meno... 
  • Se i primi giorni di vita del bebè sono così sacri che nessuno dovrebbe varcare la soglia di casa nostra per un mese, perché allora in ospedale ce li lasciate in camera con il via vai delle visite di parenti e amici propri e delle compagne di stanza? Non è contraddittorio? E poi come si può pretendere di avere una vita sociale se si sbattono fuori le persone che sono evidentemente interessate all'arrivo del piccolo?
  • Ma seriamente: c'è qualcuno qui in grado di aprire la porta all'amica e dirle "Ciao, puoi stirare sta roba per favore?". E' chiaro che vengono per vedere la creatura, sinceramente se arriva qualcuno io non me la sento di dargli la lista delle cose da fare. A sto punto preferisco lasciare che si accumulino le cose e prima o poi me le farò. Sbaglio io?
  • L'allattamento a richiesta può avere anche senso, ma gli orari non sono un tantino più pratici per rendere un minimo la vita più semplice ad una mamma? E' così controindicato e sbagliato provare a dare degli orari?
  • Perché se il bambino dorme in un lettino con i paracolpi rischia di soffocare, mentre nel lettone con i genitori dove ci sono sicuramente lenzuola e due persone no?
  • Il contatto continuo è molto bello a livello teorico, ma quando si torna a lavorare e il bambino deve rimanere con qualcuno non possiamo pretendere che poi rimanga sempre in braccio ai nonni o all'insegnante del nido. Come si gestisce questo?
  • Vuol dire che tutte le donne che non hanno latte è per colpa loro? Mi sembra poco delicato. E ve lo dico perché lavorando in prima infanzia vedo tutti i giorni donne distrutte, depresse ed esaurite per l'allattamento. Comprendo benissimo l'importanza del latte materno e credo lo sappiano tutte le mamme, ma non c'è un modo meno violento di dire alle mamme che è meglio che allattino? Non credo dir loro che non ne hanno per colpa loro sia utile. 
Nessuno ha dato seguito alle mie domande o affermazioni. Le mie parole sono cadute nel vuoto. Credo che l'insegnante avrebbe dovuto dare una risposta, anche contraddirmi se voleva sostenere la sua tesi, ma non l'ha fatto. Nessuna delle donne presenti ha detto se dissentiva o era d'accordo. Non c'è stata conversazione o dibattito. Per me questo è inutile. Non siamo educande, siamo donne che stanno imparando un nuovo ruolo, ma ciò non significa che non ci siano obiezioni valide, che non ci siano altre soluzioni od opzioni. 

La volta successiva per apoteosi dell'assurdo ci danno come compito quello di stabilire su un orologio di carta lo svolgimento delle nostre giornate con il bebè. Mi viene da ridere. Ho preso nota di tutto quello che è uscito da quella bocca la volta scorsa e quel che mi è rimasto è che non posso decidere come sarà la mia giornata, che il mio giorno tipo sarà quello che detterà il bambino una volta nato. E allora questo non va in contraddizione con la lezione precedente? Qual è lo scopo di un compito come questo? Chiedo, perché non mi è chiaro. Vorrei capire il fine qual è: farmi passare mezz'ora a idealizzare una giornata che non sarà così? Cos'è? Sadismo?

Finita questa giornata, nuovamente con tutte le mie domande in testa e un contorno di donne assenti che non dicevano né A né B, ho preso la mia decisione. Fanculo il corso. E sono tornata serenamente a frequentare solo il mio corso di yoga, molto più rilassante e benefico per lo spirito. Nessuno dettava diktat e l'aria era serena, non credo ci sia nulla di meglio per una donna incinta. 

Non voglio dirvi che non dovete partecipare ai corsi pre parto. Mi auguro vivamente che ci siano esperienze là fuori molto più piacevoli, più simili ad incontri in cui c'è confronto e scambio. So per certo che tra le migliaia di ostetriche che ogni giorno lavorano con le mamme ce se sono di brave e appassionate, ma soprattutto in grado di rispondere ai dubbi, a mio avviso leciti, di una donna. La parte buona dei corsi sono poi gli esercizi fisici quelli per allenare il perineo, per migliorare la respirazione e per trovare la migliore posizione per partorire. Anche se poi quand'è ora non credo che siano in molte a riuscire a ricordare quel che si deve fare. Io di sicuro no. 

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